Categoria: Attività

Sezione riguardante tutte le attività della libreria

Libri dal como’

Quello che volevi fare lunedì

vorrebbe farlo chiunque.

 Combinare qualcosa di talmente grande

che tutta la scuola sappia chi sei.

Questa è la storia di una ragazza e di un ragazzo, Parker e Sven. Due ragazzi molto diversi fra loro. Sven soffre da un anno di attacchi epilettici e per questo ha dovuto abbandonare le sue passioni, il nuoto e le corse in bicicletta. Deve portare un braccialetto identificativo e un orologio che ogni due ore gli ricorda di prendere le medicine. Non ha più momenti di intimità: in casa sua ci sono videocamere così da permettere ai suoi genitori di poter intervenire in caso di un attacco. Sven non accetta la sua malattia per la quale ha dovuto anche cambiare scuola. Per evitare di essere etichettato come malato e quindi compatito, Sven indossa la corazza del duro: è pronto a fare bravate affinché tutti si ricordino di lui e non vedano la sua malattia.

«Questo è il piano di oggi: nelle prime cinque ore farò qualcosa di talmente incredibile, che tutta la scuola mi noterà. Devono conoscermi, prima di sentir parlare di me. […] Altrimenti nel giro di una settimana verrò bollato come “quel ragazzo della 1B che fa pena”».

Parker è una ragazza insicura, che, durante le vacanze estive, ha subito, insieme alla sua famiglia, un trauma che l’ha resa diffidente verso il mondo. La mamma è sempre a lavoro, mentre il papà, ormai un uomo fragile, passa tutto il giorno in casa a sopravvivere. Così Parker si ritrova a prendersi cura del papà e dei suoi tre fratelli.

Sven e Parker si ritrovano compagni di classe il primo giorno delle superiori diventando subito nemici. Sven infatti ridicolizza Parker di fronte l’intera classe, che da quel giorno userà un nomignolo per deriderla.

Ma non è l’unica cosa a renderli rivali: i due protagonisti si contendono un golden retriever di nome Alaska. Un tempo Alaska era il cane amato da Parker che purtroppo ha dovuto lasciare a causa dell’allergia di uno dei suoi tre fratelli; ora il padrone di Alaska è diventato Sven, che non sopporta la presenza di quel cane che lui chiama “bestia” e al quale non rivolge neppure la minima carezza. Per Sven, Alaska è solo un cane guida che ogni giorno gli ricorda di soffrire di attacchi epilettici. «Guardo il cane ed è come se non solo il mantello, ma ogni centimetro del suo pelo bianco fosse pieno di scritte. HAI L’EPILESSIA. NON SEI NORMALE. SENZA DI ME MORIRAI.»

Parker non accetta il modo in cui Sven maltratta Alaska, così una notte la ragazza indossa un passamontagna e si dirigere verso casa di Sven per rapire il golden retriever.

Le cose non vanno proprio come Parker si era immaginata: la ragazza si ritrova diverse notti in camera di Sven, senza mai rivelargli la sua identità, a trascorrere del tempo con Alaska ma anche a confidarsi con Sven e a sentire le sue confidenze. Entrambi riescono a parlare apertamente l’uno con l’altra delle proprie paure e difficoltà tenute invece segrete a tutti gli altri: amici, professori, genitori.

Cosa accadrà quando Sven scoprirà la verità?

Una bellissima romanzo che racconta la storia di un’amicizia, quella vera, quella che ti insegna che nella vita non hai bisogno di indossare una maschera, puoi essere quello che sei anche con le tue fragilità e paure.

Sara Pompili

Con la borsa colma di libri, la mente piena di idee e un’inarrestabile passione per lo studio. Così trascorro le mie giornate accanto ad una bimba fantasiosa e a scapestrati studenti dai quali imparo ogni giorno.


Alaska, di Anna Woltz, Beisler, 2021.

Se desideri prenotare la tua copia clicca qui

Libri dal como’

“Non credere a ciò che si vede, non vedere ciò che si crede: ecco cosa succede, ad avere una giovane strega come vicina di casa.”

 Per non parlare di cosa potrebbe accadere se la strega diventasse la nostra compagna di banco!

Ne sa qualcosa Miriam Donati, alunna della I B della scuola media di Chiaravalle.

Una mattina come tutte le altre entrò in classe e si sedette al suo posto, accanto alla finestra. Tirò fuori dalla cartella quaderni e matite, ordinate per lunghezza e colore. Si aggiustò il cerchietto sui capelli castani. Guardò fuori. E qualcuno guardò lei. «Ciao!» fece quel qualcuno. «Mi fai entrare?» C’era una ragazza, fuori dalla finestra, appesa chissà dove, che si dondolava a testa in giù e fissava Miriam con grandi occhi azzurri e sorridenti. Con un movimento elegante si capovolse e atterrò in piedi sul cornicione. Sospesa nel vuoto.”

È così che si presenta Priscilla Applepot il suo primo giorno di scuola lasciando Miriam sbalordita. Ma un mignolo alzato significa una promessa e, seppur piuttosto confusa, porgendole il suo Miriam accetta di non rivelare a nessuno quello che ha appena visto.

Priscilla “aveva una massa di capelli ricci neri e ribelli che fluttuavano in tutte le direzioni. Indossava un lungo abito viola, che le andava largo, ed era avvolta da una mantellina dello stesso colore, con delle toppe rosse qua e là. Al polso aveva una fila di braccialetti scintillanti. Dietro l’orecchio portava una penna con il cappuccio a forma di stella” … ma soprattutto sembra non avere la minima idea di come ci si comporti a scuola, pare non ci sia mai stata e quando entrano in classe i fratelli Belfiore, i figli del preside, cominciano i guai. Gianfrancesco e Clarabella sono infastiditi dalle stramberie che racconta Priscilla e si rivolgono a lei in modo sgarbato e ostile, Priscilla si innervosisce ma i due non la smettono, la deridono e le fanno i dispetti, lei è furiosa, i suoi occhi cambiano colore e… i denti di Gianfrancesco diventano blu! Poco dopo i capelli di Clarabella prendono fuoco mentre fuori scoppia un violentissimo temporale: le finestre si spalancano di colpo e l’aula è inondata dalla pioggia. Qualche istante dopo la tempesta si placa. Sono tutti inzuppati, tutti tranne Miriam e… Priscilla è sparita.

Del paesino di Chiaravalle si diceva fosse un posto in cui non accadeva mai niente di niente, ma quella mattina Miriam aveva già visto troppe cose!

Nonostante ciò decide di andare a cercare Priscilla a casa sua, a Villa Applepot, sa dov’è, l’ha vista la mattina stessa appena sveglia, dirimpetto alla sua, e anche la sua mamma e il suo papà l’hanno vista rimanendo di stucco perché fino al giorno prima non c’era mai stata.

Chi ci sarà nella Villa? Cosa nasconde al suo interno?

Resistere alla curiosità di conoscere i misteri che avvolgono Priscilla è davvero difficile, perciò cosa aspettate? Armatevi di curiosità e coraggio e immergetevi in questa divertentissima storia ricca di situazioni sorprendenti e fuori dall’ordinario.

È una storia che vi farà ridere molto, ma saprà anche farvi arrabbiare e incuriosire, gioire e irritare perché oltre a sorprendervi con la sua magia, STREGHETTA vi stupirà per il suo modo di vivere e di sentire le emozioni, per il suo essere diversa e allo stesso tempo molto simile a noi “MagiMancanti”.

Claudia & Livia


Streghetta. Una strana compagna di banco. Gisella Laterza, Salani, 2022.

Se desideri prenotare la tua copia clicca qui

Libri dal como’

 

“Esiste un’isola che è stata dimenticata dalle mappe del mondo, ed è da lì che provengono tutte le lettere dell’alfabeto. Poiché ogni storia parte dalle parole, e ogni parola è composta dalle lettere, è giusto e sensato che siano proprio le lettere dell’alfabeto a narrare i fatti come meglio credono.

Tutto cominciò in una giornata burrascosa, con la pioggia che danzava scintillante sui ponti della Tartaruga della Tortuga, la nave pirata più temuta di tutti i sette mari…

“Chiedo scusa. Non vorrei interrompere sul più bello, ma non sarebbe meno confusionario presentare prima Betsy K. Glory, anziché tuffarci subito con i pirati nel mare in tempesta?”

Incredibile!!! Sono proprio le lettere dell’alfabeto a narrare gli eventi!!! Ed è una tigre, o meglio Mr. Tigre, ad interromperle per consigliare loro un diverso approccio con il lettore…

Mi è bastato scorrere queste prime righe per capire che il libro che avrei letto con Livia sarebbe stato uno dei nostri preferiti: siamo state catapultate in una dimensione sospesa tra fantasia e sogno, in un mondo popolato di personaggi straordinari e, prigioniere della storia, non siamo riuscite a smettere di leggere travolte dal piacere di lasciarci sorprendere pagina dopo pagina. Il racconto, infatti, procede con un’originalità davvero sorprendente. E grazie all’intervento grafico che investe la pagina, talvolta addirittura sommergendola, questo testo assume una forma tutta propria, quasi mitologica, a metà tra il classico libro di narrativa e l’albo illustrato.

Ma andiamo con ordine…

 

“C’era una volta una bambina di nome Betsy K. Glory. Aveva capelli viola, occhi vispi e brillanti, guance rosee e un dolce visino lentigginoso. La sua mamma, Myrtle, era una sirena. Il papà, il signor Afonso Glory, era noto per i suoi gelati straordinari, i più buoni che abbiate mai assaggiato. I suoi gusti scoppiettosi, come la Squisicrema Cioccolevole e la Lampeviglia di Lampone, erano fatti della stessa sostanza dei sogni.”

 

Come poter resistere? Impossibile non cedere alla curiosità di conoscere questa straordinaria famiglia, assortita in modo davvero “variegato”, difficilissimo resistere alla voglia di scoprire come possa una tigre, o meglio Mr. Tigre, dirigere un circo di acrobati Gongalunghi sulla superficie lunare e come tutti insieme possano, con l’aiuto di Ivan il Temerario, sciogliere l’incantesimo che costringe la principessa Albee in un corpo di rospa!

Al termine della prima sorprendente avventura, “IL SAPORE DEI DESIDERI, Betsy, Mr. Tigre e le bacche della felicità”, è la stessa Betsy ad esprimere lo smarrimento che prova il lettore nel momento in cui percepisce che alle sue dita sono rimaste ben poche pagine da sfogliare… e Mr. Tigre, che in questa occasione immagino portavoce dell’autrice, la rassicura così:

Betsy sospirò. “Non voglio che questa avventura finisca” disse.
“I finali”, rispose Mr. Tigre, “sono come gli addii, e a me

non piacciono né gli uni né gli altri”. Prese l’orologio da taschino.
“Cosa vedi?” chiese Betsy.
“Vedo, cara Betsy K. GLory, che questo è soltanto l’inizio.”
“Davvero?” gli rispose lei con un brivido d’esaltazione. “Quindi non è un addio?”
“Neppure la metà di un addio. Io e te abbiamo tante altre avventure che ci aspettano. Che ne dici?” le domandò Mr. Tigre.
“Dico che a volte la felicità è un palloncino rosso”, rispose Betsy. “Tondo e grande quanto basta per farti staccare i piedi da terra.”
“Proprio così”, disse Mr. Tigre.

Sally Gardner mantiene la promessa di Mr. Tigre e dal suo genio nasce un’altra strepitosa storia, se possibile ancora più rocambolesca della precedente: “UN MARE DI DRAGHI! Betsy e Mr. Tigre contro i pirati” …ma lascio alle parole di Livia descrivere le emozioni provate durante la lettura di questa avventura:

Io sono stata così felice che mi sono trattenuta da un urlo di gioia perché mi perdevo tra le immagini e i miei occhi erano affondati nelle pagine dei libri, volevo leggere tutto, ma io non potevo perché non sapevo leggere. I personaggi fanno molto ridere, soprattutto i pirati vestiti da drago marino e uova.

E se non ci credete ve lo ha messo anche per iscritto:Non ci resta a questo punto che augurarvi una piacevolissima lettura!!!

Claudia & Livia


IL SAPORE DEI DESIDERI. BETSY, MR. TIGRE E LE BACCHE DELLA FELICITA’, Sally Gardner, Terre di Mezzo, 2021.

UN MARE DI DRAGHI! BETSY E MR. TIGRE CONTRO I PIRATI, Sally Gardner, Terre di Mezzo, 2021.

Se desideri prenotare la tua copia clicca qui

 

Libri dal como’

Aspettando il vento, Oskar Kroon, Mondadori, 2021

Vinga, con i suoi capelli ricci rosso fuoco e le efelidi che le ricoprono la faccia, sta attraversando un momento doloroso nella sua vita: il padre se ne è andato di casa formando una nuova famiglia con un’altra donna dalla quale aspetta un bambino. La mamma, caduta in depressione, piange tutto il giorno sdraiata sul divano tra le lacrime a guardare programmi in TV.
Vinga, senza neppure un amico, si sente invisibile agli occhi degli altri; si sente come se di lei non ci fosse mai bisogno, come se nessuno sentisse mai la sua mancanza.
L’unico desiderio della ragazza è fuggire dalla città, che lei odia, per andare sull’isola, dove abita il nonno.

L’isola è un luogo isolato, dove non succede nulla di particolare, abitato prevalentemente da persone anziane. Ma per Vinga quello è il posto ideale dove trascorrere l’intera estate, lontana da pensieri dolorosi, da adulti immaturi e fragili, dove troverà conforto nella restaurazione di una barca che le ha regalato il nonno.
L’unico adulto di riferimento è il nonno, un uomo di poche parole, che sa vedere Vinga, i suoi pensieri, i suoi dolori e sa come aiutarla

“Ci si abitua a tutto, tranne che a un sasso nella scarpa- Il nonno dice sempre così, quando c’è qualcosa. Non mi ha mai detto quella storia dell’andrà tutto bene, ma ha detto che ci si abitua a tutto”.

Oltre al nonno chi aiuterà, inconsapevolmente, Vinga a crescere ed affrontare il suo dolore sarà anche una ragazza, Rut.
Rut è completamente diversa da Vinga: se quest’ultima ama le sgargianti camicie hawaiane, Rut adora il nero; come Vinga ama il mare, così Rut adora vivere in città e trova stretta e noiosa la vita sull’isola. Una apparentemente fragile e insicura, l’altra apparentemente piena di sé e più matura per esperienze di vita.

“A lei piaceva la città, a me mancava sempre il mare. Lei voleva diventare famosa, io volevo scomparire. Lei era una tosta e aveva un sacco di amici, io ero una sfigata, silenziosa e sola. Lei aveva i capelli neri, io rossi. Lei sembrava odiare la vita sull’isola e io non stavo così bene da tanto tempo.”

Insomma tra le due sembra proprio che non potrà mai nascere una vera amicizia. Invece le apparenze ingannano, Vinga scoprirà di avere una forza e una sicurezza che non sapeva neppure di avere, scoprirà una Rut fragile e spaventata all’idea di essere abbandonata. E, grazie a Rut, scoprirà anche l’amore, il primo amore, quello che fa muovere le monachine nello stomaco.

“Quando arrivo alla spiaggia lei è sempre lì ad accogliermi, viva e vegeta. In quei momenti provo una sensazione particolare alla bocca dello stomaco. Ho qualcuno che mi aspetta. Qualcuno che vuole stare con me. Non è mai successo prima, non così”

Un libro per chi ama i rapporti familiari, per chi vuole annusare un po’ di estate, per chi non ha paura di essere se stesso e del giudizio degli altri.

Sara Pompili

Con la borsa colma di libri, la mente piena di idee e un’inarrestabile passione per lo studio. Così trascorro le mie giornate accanto ad una bimba fantasiosa e a scapestrati studenti dai quali imparo ogni giorno.


Aspettando il vento, di Oskar Kroon, Mondadori, 2021.

Se desideri prenotare la tua copia clicca qui