Categoria: Attività

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BLOCCO 5

Libri dal comò. Consigli di lettura

 

“[…]Non siamo dei rami storti da raddrizzare, […] i Blocchi servono solo a umiliarci e incattivirci, che pensiamo e desideriamo ogni minuto della giornata anche se nessuno sembra riconoscercelo.”

Cosa potrebbe accadere quando i genitori cercano di limitare la libertà e la crescita dei propri figli per evitare che essi non commettano errori e siano invece ineccepibili? Cosa accadrebbe se si delegasse l’educazione familiare dei ragazzi ad un tipo di tecnologia punitiva?

È quello che ci mostra Luigi Ballerini nel suo nuovo romanzo distopico.

Siamo all’interno di un mondo in cui il rapporto tra genitori e figli è totalmente inesistente. I genitori, assenti e concentrati su loro stessi, non si preoccupano più di educare personalmente i propri figli attraverso dialoghi, rimproveri, riflessioni condivise. Vogliono al contrario che i propri figli crescano autonomamente perfetti e di successo, figli modello che non commettono mai un errore.

Scelgono quindi di utilizzare un’app dell’azienda Sensaction, leader nel settore tecnologico, che blocchi ogni tipo di ribellione e opposizione alle regole tipica dell’età adolescenziale.  Blocco 5, titolo del romanzo, indica per l’appunto l’inibizione dei cinque sensi dei propri figli. In base agli errori commessi o ai comportamenti, percepiti dagli adulti come sbagliati, i ragazzi possono perdere temporaneamente i propri sensi, fino a quando i propri genitori non decideranno di togliere il blocco. Con il blocco 1 si inibisce il tatto, con il blocco 2 l’olfatto, con il blocco 3 il gusto,  con il blocco 4 l’udito fino ad arrivare al temibile Blocco 5 con l’inibizione terribile della vista.

Mathias, figlio della governatrice della città, vive in una realtà familiare molto severa che gli richiede un comportamento irreprensibile.  Questo senso di oppressione porta Mathias a provocare costantemente i propri genitori, senza riuscire però a trovare una soluzione.

Fino a quando un giorno gli si avvicinerà Evelyne, una carismatica e affascinante ragazza, appartenente ad una Società segreta, per coinvolgerlo nella rivolta contro la Sensaction.

Ma non tutto in questa storia è come appare.

A cura di Una cartella di libri

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“Blocco 5″, Luigi Ballerini, Il Castoro.

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RICORDAMI DI MERCOLEDI’

Libri dal comò. Consigli di lettura

 

Nella scuola di Bruco ogni secondo mercoledì di giugno, gli alunni della terza media partecipano ad un’attività molto particolare “Il mercoledì dei morti”: ad ognuno di loro viene assegnata l’identità di un coetaneo morto in un incidente da lui stesso causato (come un incidente stradale perché si percorreva la strada ad alta velocità).

Secondo gli adulti lo scopo di questo progetto è quello di fare memoria del defunto, ma anche e soprattutto evitare che altri ragazzi possano compiere le stesse azioni e mettersi in situazioni di pericolo.

Al contrario però per tutti gli alunni di terza media, che attendono per anni l’arrivo di quel mercoledì di giugno, l’occasione si trasforma in una festa. Difatti, da quando viene consegnata loro la nuova identità e una camicia nera da indossare come simbolo, diventano invisibili agli occhi di tutti (gli adulti faranno finta di non vederli, si comporteranno come se i ragazzi fossero davvero scomparsi) e quello si trasforma in un momento per fare scherzi e compiere gesti che di norma sarebbe stati sanzionati dagli adulti: far volare frisbee nei corridoi, saltare sulla cattedra, emettere ululati durante le lezioni senza che qualcuno se ne accorga o dica nulla.

Bruco, protagonista della storia, aspetta con ansia l’arrivo di quel mercoledì non per fare scherzi come il suo amico Eddie, popolare e attraente a cui Bruco vorrebbe assomigliare, ma perché per un giorno sarà invisibile. Non a caso infatti gli è stato assegnato quel soprannome: Bruco è un ragazzo timido, goffo che non ama stare al centro dell’attenzione e si sente al sicuro chiuso nel suo bozzolo.

La giornata però si rivelerà completamente inaspettata perché la ragazza che gli viene assegnata, Becca Finch, gli apparirà sottoforma di fantasma. Una ragazza determinata e testarda, fuori dagli schemi decisa a trascorrere con Bruco l’intera giornata.

Chi è Becca Finch e come mai solo a Bruco appare il defunto che gli è stato assegnato? Sarà Becca ad essere un aiuto per la vita di Bruco o entrambi finiranno per essere indispensabili all’altro?

Un romanzo per chi si sente timido e insicuro, per chi ama le storie ironiche in cui compaiono anche piccoli elementi fantastici e per chi ama le storie di amicizia e di crescita personale con personaggi davvero indimenticabili.

A cura di Una cartella di libri

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“Ricordami di mercoledì”, Jerry Spinelli, Mondadori.

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STRIDER

Libri dal comò. Consigli di lettura

 

Grazie alla penna di Beverly Cleary torna in libreria Leigh Botts, il dolcissimo protagonista di Caro Mr Henshaw.

In Strider Leigh è cresciuto, ha 14 anni. Ripulendo la sua stanza, dopo il rimprovero della madre, ritrova sotto il letto, in mezzo a vecchi calzini, fogli di quaderno, modellini mezzi rotti, libri, il suo vecchio diario (quello che noi abbiamo letto) e da lì riprende a raccontare i cambiamenti che vive giorno dopo giorno nell’arco di un anno scolastico.

Non è cambiato molto dalla prima media: Leigh, a causa della povertà, dopo la separazione dei suoi genitori, vive sempre con la mamma in una “baracca”, come la definisce lui stesso. La mamma, per guadagnare qualche soldo in più, lavora in ospedale dalle tre del pomeriggio alle undici di sera. Il padre guida sempre il camion e fatica a consegnare l’assegno mensile per Leigh e anzi, per l’uomo, la situazione peggiorerà nel corso del racconto.

Ciò che cambierà la vita di Leigh e lo aiuterà a maturare, ad uscire dalle sue insicurezze, ad affrontare problemi familiari e di amicizia, a trovare uno scopo sarà un cane abbandonato sulla spiaggia, Strider, che Leigh deciderà di prendere in affido condiviso con il suo unico amico Barry.

Un romanzo che racconta in modo veritiero tutte le difficoltà e le situazioni con cui un ragazzo di 14 anni si trova a confrontarsi ogni giorno: la famiglia, l’amicizia, l’amore.  Qui sta anche la forza del romanzo: non c’è intenzione didascalica, l’autrice lascia il racconto della storia alla vera voce di un adolescente come tanti e lo fa usando come sempre l’espediente metanarrativo. L’autrice offre al lettore anche la possibilità di riflettere sulla scrittura grazie alle indicazioni di Mrs Brinkerhoff e a quelli di Mr Drexler.

Un romanzo che piacerà agli amanti degli animali, a chi ama lo sport, la scrittura, le sfide personali.

A cura di Una cartella di libri

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“Strider”, Beverly Cleary, Il Barbagianni.

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Malvarina, voglio essere una strega

Libri dal comò. Consigli di lettura

Un altro libro sulle streghe? Si chiederanno in molti…Ebbene sì, parliamo ancora di streghe, oggi parleremo di un’aspirante streghetta: Malvarina. È una bambina che vive in una valle stregata e questo è il suo libro. Lo si apre e…Malvarina si rivolge proprio a noi e ci avverte:

“Sì, lo so che ti sta venendo la pelle d’oca, e magari hai pure cominciato a battere i denti. Questo infatti è il momento in cui dovrai decidere se continuare a leggere. Puoi voltare pagina e conoscere la mia storia, oppure chiudere il libro per sempre”.

Noi che amiamo le streghe non ci abbiamo pensato due volte, ci siamo catapultate nelle pagine seguenti con una curiosità tremenda. Possiamo svelarti solo in parte, però, quello che abbiamo letto…Malvarina ci racconta passo dopo passo tutta la sua storia, ci parla dell’incantesimo che opprime il suo paesino, Villagrigia, sul quale il sole riesce raramente a splendere; del Bosco Incantato nel quale, circa mezzo secolo prima, si racconta sia scomparso un bambino di nome Tristano, e del Castello Proibito che si staglia sulla cima della collina, abitato da tre spaventose streghe gemelle responsabili del maleficio. Le tre streghe, temutissime nella valle, nelle notti di luna piena escono a cavallo delle loro scope e lanciano incantesimi irreversibili su qualunque cosa incontrino, per questo gli abitanti del paese si tappano in casa e non si muovono si lì.

In questo spaventoso panorama, in tale drammatica situazione

“una sera, di punto in bianco, si sentì suonare il campanello sgangherato, o meglio, si sentì cantare il rospo asmatico che viveva nello stagno accanto al portone, dato che un castello a cui non si avvicina mai nessuno non ha certo bisogno del campanello. Le streghe corsero ad aprire sconcertate. Chi osava andarle a trovare? Fuori dal portone videro una personcina minuta.” Eh già amici, è proprio Malvarina! “Tutte le bambine e i bambini del paese avevano paura delle streghe e dei loro sortilegi, perciò esitavano a ogni costo ad avvicinarsi al Castello Proibito e al Bosco Incantato. Io, invece, ne ero affascinata. Trascorrevo ore a guardare dalla finestra le macabre mura del castello, desideravo conoscere le streghe e scoprire i loro segreti. Così un giorno mi feci coraggio e suonai alla loro porta. Le streghe erano ancora più brutte di quanto avevo immaginato. Mi guardavano con un’espressione stralunata e gli occhi fiammeggianti. Confesso che mi tremavano le gambe e fui sul punto di fare dietro front. Tuttavia, avevo ben chiaro il mio proposito e nessuna intenzione di rinunciare.”

Capirete anche voi che, per chi ha curiosità e coraggio da vendere, è impossibile fare a meno di seguire Malvarina nel Castello Proibito e scoprire come se la caverà al cospetto di questo orrendo tris di streghe.

Prima di salutarvi vorrei aggiungere una nota personale dettata probabilmente dalla deformazione professionale dalla quale sono affetta (sono una maestra): i libri per le bambine e i bambini scritti e pubblicati negli ultimi anni pullulano di storie di streghe che leggo sempre con gran piacere insieme a mia figlia e ai miei alunni, ma questo testo merita particolare attenzione per la ricchezza lessicale con la quale è stato scritto e tradotto. Leggendolo ho percepito la cura minuziosa con cui sono stati selezionati i vocaboli e trovo che questa scelta sia frutto di una passione per la lingua da parte dell’autrice, nonché di onestà intellettuale nei confronti del mestiere dello scrittore e, soprattutto, di un sentimento di profondo rispetto nei riguardi del lettore.

Consiglio vivamente Malvarina per una lettura condivisa, come nel nostro caso, ma anche per una lettura autonoma dagli 8 anni in poi.

Buon divertimento!

Claudia e Livia